LEI, LA PIÙ FORTE di August Strindberg

“LEI, LA PIÙ FORTE” è un lungo tempo di August Strindberg che ho liberamente adattato e ha luogo nel “salotto-boudoir” delle primedonne, presso lo “Stora Teatern” di Stoccolma, in epoca indefinita.
La Signora X, attrice del teatro svedese, abbandona fra un’atto e l’altro il palcoscenico, dove sta interpretando “Casa di bambola” di Henrik Ibsen, la vigilia di Natale.
Essa v’incontra la propria antagonista, Amélie, insieme al maggiordomo Titus.

Un dramma della memoria: la prim’attrice viene qui a identificarsi con la presunta vedova di Strindberg, da tempo andato in ritiro alla sua Torre Azzurra. Quest’ultimo si è lasciato dietro, relegandole nel proprio “inferno-mondo”, le due donne, messe per caso a confronto in un turbine di reminescenze. Toccherà proprio alla fantasia turbata della “primadonna” (sposa ideale di August in una vita precedente) di sviscerare, in un’aspra contesa di situazioni e ricordi, quello ch’è stato in fondo il suo destino di moglie: tradita forse ma certa, nell’intimo suo, del proprio “incredibile” amore per il suo piccolo Uomo e grande Poeta.

Da Parte di chi ascolta verrà probabilmente fatto di muoversi a difesa ora della giovane donna, ora della vedova matura di Strindberg: oggetto la prima di un amore passeggero e, forse, nato per gioco; simbolo, invece, la seconda di travagliate esperienze. Helga, la Signora X, viene illudendosi d’essere ancora lei… “la più forte”, quella cioè che amò lo scrittore nel senso più compiuto della parola, dandogli un affetto “semprevivo”, misto di anima e di sensi.
“Grazie d’avermi insegnato l’amore”, Amélie!” così le parole di chiusa che la Signora dell'”Intima Teatern” rivolge alla sua giovane rivale.

Da “LEI, LA PIÙ FORTE” è nato, come risposta nel tempo all’Autore svedese, il mio dramma “Io, la stalammìte”. In esso, la solita Signora X e gli altri due personaggi (Titus, Amélie) torneranno a vivere, stavolta, una diversa situazione, all’unìsono col giorno d’oggi.

EXITUS per “Io, la stalammite”:

Helga: Il mio sacrario lascerò agli amanti,
e se nacqui per essere, solo, un riflesso,
io, la più forte!…
in questo morrò col mio dramma…
Stalammìte bianca, svaporata,
in punta di piedi…
e via salirò verso l’alto
per umido spiraglio
a toccare la volta.
Nacque nel tempo una signora X…
rinascerà nel tempo…
Aneliti, gioie… piaceri di sè, vanità!…
Sono vissuta abbastanza.
Ma ricordatevi che lui…
voleva i tulipani da per tutto!…
Una luce dispersa?… Eppure, lo amo.

 

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